comune di ortignano-raggiolo, provincia di arezzo
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I borghi minori
Provenendo da Poppi si incontra, poco prima di Bibbiena, sulla destra, il bivio per Ortignano e Raggiolo. La strada, attraversato l’Arno, risale la valle di un suo affluente, il torrente Teggina. A questa valle facevano corona diversi piccoli castelli, oggi ridotti a casolari o addirittura scomparsi, dei quali accenneremo, sia pur brevemente, le vicende.
Riosecco, visibile sul primo poggio a sinistra della valle, conserva alcuni resti, in particolare un fabbricato di 13 x 6,40 m articolato su tre piani: il nome del luogo è ricordato per la prima volta nel 1115 quando tale Guittone donò a Strumi delle terre poste nel detto casale. Questa è la prima attestazione del luogo, all’epoca non ancora fortificato che però, nel 1124 era già cinto di mura. L’ultima menzione di Riosecco è del 1164 relativa ad un privilegio concesso da Federico I. Sullo stesso versante, ma più avanti, proprio sopra a San Piero in Frassino, era Uzzano, antica proprietà del vescovo di Arezzo, che ne dovette contendere la signoria con le famiglie degli Ubertini e dei Guidi e quindi con Firenze che, consolidata la propria autorità sulla zona, aggregò amministrativamente sotto la giurisdizione del podestà della Montagna fiorentina, come vedremo più avanti.

Dopo pochissimo, per un bivio sulla destra entriamo nel paese di San Piero in Frassino, un borgo di pianura che per la facilità di accesso è il centro maggiore del comune di Ortignano-Raggiolo e ne accoglie la maggior parte della popolazione.

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo, diventato poi San Piero per l’uso toscano di pronunciare Piero al posto di Pietro, è la parrocchiale del paese. San Piero è detto in Frassino per distinguerlo da altri luoghi omonimi, a causa di una grande pianta di frassino che cresceva nei pressi della strada per Uzzano dove oggi c’è il campo sportivo. Il paese sorge nel fondovalle del torrente Teggina ed è di insediamento relativamente recente in quanto, come già detto, gli antichi luoghi abitati erano situati sulle colline ed alture vicine.

Poco prima di arrivare ad Ortignano, un altro bivio sulla destra della strada conduce a San Martino in Tremoleto che è, secondo le parole di Emanuele Repetti: "Situato in poggio fra Poppi e Raggiolo in mezzo a selve di castagni e nell’antico comunello di Fronzola". Nel 1342, il popolo di San Martino in Tremoleto fece un mandato di procura per giurare fedeltà a Gualtieri di Brienne, duca d’Atene come signore di Firenze e d’Arezzo. Nulle o quasi sono le notizie storiche successive, nei fatti il popolo di questa parrocchia posta a 481 metri di altezza (149 abitanti nel 1833) ha sempre vissuto delle attività della montagna, facendo capo alla vicina comunità di Ortignano e, successivamente, all’abitato di più recente fondazione e urbanizzazione, il già citato San Pietro in Frassino. Da ricordare che in vista dell’abitato di San Martino sorgeva, sul poggio di fronte in direzione est, l’antico castello di Giogalto.

 
 
2003 - realizzato da redazione RCC - rete civica del casentino - per il Comune di Ortignano-Raggiolo - ultima revisione: 16.06.2003