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ARTE E DEVOZIONE IN CASENTINO TRA '400 E '500

18 luglio - 20 settembre 1998

Bibbiena, Palazzo comunale

Raggiolo, Cappella del Sepolcreto

orario: 10-13 16-19 chiuso il lunedì

L’occasione del quinto centenario della morte di Frà Girolamo Savonarola ha permesso di far conoscere una vallata ricca e vitale anche nel Rinascimento, creando i presupposti per la mostra ARTE E DEVOZIONE IN CASENTINO TRA ‘400 e ‘500.
Le vicende che trasformarono il piccolo oratorio edificato su una roccia monumentale nel pregevole complesso architettonico di Santa Maria del Sasso, reso possibile grazie a finanziamenti di nobili famiglie fiorentine e da Lorenzo il Magnifico in particolare, e il ruolo svolto nella Congregazione Osservante voluta dal Savonarola hanno guidato la scelta delle opere esposte, confermando la ricchezza del patrimonio artistico casentinese anche tra Quattrocento e Cinquecento.
La riproduzione della Madonna col Bambino di Bicci di Lorenzo, proposta nella cinquecentesca cornice lignea che l’ha racchiusa sino a primi del ‘900, rappresenta il perno spaziale della riedificazione quattrocentesca della chiesa e simboleggia al tempo stesso la centralità dottrinale del culto mariano. Parallelamente l’immagine del prezioso polittico della Propositura dei SS. Ippolito e Donato, realizzato sempre da Bicci di Lorenzo, testimonia con un ‘opera rilevante la diffusione del tardo gotico nell’alto Casentino.
I busti del Redentore, provenienti dalla Verna, Raggiolo e dalla collezione Ivan Bruschi in terracotta invitriata e stucco dipinto, propongono una tipologia diffusa dalla stessa Repubblica Fiorentina che aveva proclamato il Redentore "Re del popolo fiorentino"
Strettamente legata alle vicende del "Sasso" è anche la tavola di Bernardo Rosselli, corredata dalla bella cornice "all’antica", gelosamente custodita nella chiesa di San Matteo di Terrossola e proposta per la prima volta in una sede espositiva. La volontà di riforma, i valori spirituali e di rinnovamento savonaroliani continuarono ad essere vivi nel Cinquecento specie negli ambienti monastici del Casentino, simbolicamente rappresentati dalle due tavole della Badia Vallombrosana di San Fedele di Poppi, dal dipinto di Giovan Antonio Lappoli e da due ritratti del Savonarola.
Anche le oreficerie, espressione concreta della devozione pubblica e privata, sono tutte provenienti dal Santuario di Santa Maria del Sasso e testimoniano con manufatti più recenti la ricchezza degli antichi arredi ARTE E DEVOZIONE IN CASENTINO TRA ‘400 e ‘500 è una mostra che attraverso alcune opere selezionate, mette in risalto la varietà delle espressioni artistiche quali pittura, scultura e oreficeria, suggerendo itinerari alla scoperta di luoghi ed opere poco conosciuti, Bibbiena e Raggiolo sono le sedi delle due sezioni di un tragitto che parte dal centro della vallata, crocevia dei percorsi dei pellegrini, per giungere a Raggiolo, piccola realtà che vanta strettissimi legami economici con la Firenze medicea. In questa sede, oltre ad un tabernacolo di scuola donatelliana, sono esposti pregevoli volumi, selezionati tra quelli appartenenti ad istituzioni del territorio, nell’intento di proporre un approfondimento culturale in cui gli influssi della riforma savonaroliana sono ancora vivi.
Raggiolo, Poppi, Camaldoli, La Verna, Terrossola, sono solo alcune delle tappe di questo "viaggio" alla ricerca del Casentino rinascimentale e savonaroliano.

 
 
2003 - realizzato da redazione RCC - rete civica del casentino - per il Comune di Ortignano-Raggiolo - ultima revisione: 16.06.2003